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Nuovo Finanziamento Pubblico ai Partiti

partitiIn questi giorni in Parlamento si sta discutendo la riforma del Finanziamento Pubblico ai Partiti, cercando di realizzare un meccanismo simile a quello che regola l’8×1000 ma senza distribuzione della quota inoptata, ovvero per usare un termine piú terra terra quella parte su cui i cittadini non esprimeranno una preferenza, vero punto critico del sistema del 8×1000.

Se la legge prenderà la forma attuale nella dichiarazione dei redditi si potrà specificare di voler destinare il 2 per mille ad un determinato partito. Qualcuno sostiene che in un periodo di antipolitica come quello attuale per i partiti sarà parecchio pericoloso ma io credo che possa essere uno stimolo per farli riavvicinare alla gente e per spronare i dirigenti dei partiti ad organizzare attività e campagne veramente sentite dalla cittadinanza e possa portare ad una vera apertura verso l’esterno.

Potrebbe favorire un’inversione di tendenza rispetto all’attuale clima in cui tutti percepiscono la politica come qualcosa di esterno e distante rispetto a sè.

Voi cosa ne pensate di questa riforma?

Complottari a 5 stelle?

Dopo anni di noia politica l’arrivo del MoVimento 5 Stelle ha portato sicuramente una ventata di novità e ha attirato un sacco di sguardi curiosi verso di sè. La novità genera sempre oltre ad una giusta dose di entusiamo anche una giusta dose di diffidenza e così i nuovi parlamentari eletti fra le file del MoVimento sono finiti sotto la lente di ingrandimento.

La presentazione ingenua, in un mondo scafatissimo come la politica, ha creato un mix fra immedesimazione e paura per l’inadeguatezza che ovviamente ha fatto parlare tutti da Facebook a Twitter. Sono nate pagine virali che si prendono gioco dei neoeletti parlamentari e un po’ tutti hanno giocato al “grillino che si presenta”.

Ieri su Facebook, nel mare di articoli e interventi dedicati al M5S, è comparso questo video dove Paolo Bernini, onorevole del M5S, spiega che dopo aver visto un documentario su YouTube intitolato “Zeitgeist” gli si è aperta la mente e ora si preoccupa per i chip sottopelle impiantati negli Stati Uniti.

Ovviamente il fatto che un onorevole presti attenzione ad una di quelle idee che vengono normalmente definite “Teorie del Complotto” non è piaciuto a molti e a creato un po’ di dubbi sull’effettiva validità dei componenti eletti in parlamento.

L’accoppiata M5S e “Teorie del Complotto” mi ha fatto tornare in mente una vecchia notizia riguardante il terremoto in Emilia Romagna e la richiesta da parte di Favia e della Salsi (ora entrambi espulsi dal Movimento) di una commissione di inchiesta sulla tecnica del fracking che secondo Grillo e il suo Movimento potrebbero essere la causa del terremoto in Emilia. Grillo ha anche dato peso e spazio sul suo blog a Giampaolo Giuliani, che sostiene di poter prevedere i terremoti.

Non è difficile trovare sul forum del MoVimento 5 Stelle discussioni riguardanti le scie chimiche e il consigliere comunale di Torino Vittorio Bertola tempo fa ha annunciato su Facebook una petizione al Comune sul tema delle “scie chimiche”. Bertola ha specificato in seguito di non esserne il promotore ma di aver voluto semplicemente diffondere la notizia. Il Meetup di Vicenza afferma sul proprio sito di aver preso parte ad incontri dedicati alle scie chimiche e il gruppo di Piacenza pubblica materiale video su questo tema.

Bisogna ammettere che non sono i primi politici ad interessarsi di questi temi perchè sul sito della Camera dei Deputati si trova facilmente un’interrogazione con risposta scritta che chiede delucidazioni sul fenomeno delle scie chimiche che ha come primo firmatario Scilipoti ma ne esiste una precedente che ha come firmatario Antonio Di Pietro

Per fortuna che oggi c’è questa attenzione verso i nuovi deputati ma forse sarebbe stato il caso di averne anche in passato e di sicuro sarebbe meglio averla anche in futuro, invece temo che a breve finirà l’entusiasmo per il giocattolo nuovo e nessuno si interesserà più di chi arriva in parlamento.

I Costi della Politica-I Consigli Regionali

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Milano – Palazzo Regione (Foto: Alessandra Cimatti-Flickr)

Dopo aver scritto l’ultimo post dedicato al M5S e ai finanziamenti pubblici mi sono incuriosito e ho cercato di capire a quanto ammonta la spesa per il mantenimento dei vari consigli regionali.

L’argomento è ampio e non ho la pretesa di riuscire a calcolare con precisione ma vorrei almeno avere un’idea di massima della spesa.

Prendiamo in esame la regione più grande: la Lombardia.

Ogni anno il consiglio regionale spende 11milioni di € di cui 3,2 milioni per le spese di comunicazione e per il funzionamento e 7,5 milioni di € per il personale. (http://bit.ly/14aHvbh)

Tutto questo senza nemmeno sfiorare gli stipendi e i rimborsi dei consiglieri.

Lo stipendio base parte da 3.299,39€ a cui vanno aggiunti dai 6.161,92€ fino ai 9.366,92 € di rimborso spese. Lo stipendio sale fino a 5.400,78€ per il Presidente di Consiglio e di Giunta passando per una serie di passaggi intermedi per i vari presidenti e vicepresidenti di commissione, e i capigruppo dei gruppi consiliari prendono 600€ in più dei loro colleghi senza incarichi. (Cifre ricavate da questo pdf pubblicato da parlamentiregionali.it)

Tutte queste spese vanno moltiplicate per 80, il numero dei componenti del consiglio lombardo.

Ovviamente riuscire a capire come vengono spesi non è così facile e sono pochi i gruppi che rendono chiaro il proprio bilancio(ad eccezione del M5S), specialmente in Lombardia.
Per trovare un po’ di chiarezza in più bisogna spostarsi in altre regioni.

QUI si può leggere il comunicato stampa del gruppo consiliare del PDL della Regione Friuli.

QUI si può leggere il comunicato stampa del gruppo consiliare del PD della Regione Friuli.

Fra le varie voci si legge la spesa per pubblicazioni, libri e abbonamenti a riviste che ammonta a 35mila€ per il PDL e a 26mila € per il PD (per la sola Regione Friuli-Venezia Giulia).

Dovete sapere che questa voce di spesa spesso rappresenta un ulteriore metodo di finanziamento per i giornali e le riviste collegate al partito, perchè ogni gruppo consiliare sia in regione, che in provincia, che in comune ha un budget dedicato ad abbonamenti che quasi sempre viene speso a favore di riviste e quotidiani collegati al partito del gruppo consiliare.

Ci sono poi situazioni paradossali come quella dell’Emilia Romagna dove in seguito al Decreto 174 dell’ottobre 2012 sui tagli dei costi della politica il rimborso per i viaggi per partecipare ai consigli è passato dal normale rimborso chilometrico per la benzina ad un più comodo ma più elevato forfait. Praticamente si è passati da un sistema virtuoso che obbligava i consiglieri a documentare ogni spesa di viaggio per poter aver diritto ad un rimborso di 0,50€ al km ad una cifra assegnata d’ufficio in seguito ad almeno 12 presenze mensili in consiglio e proporzionale alla distanza fra la residenza del consigliere e la sede del consiglio regionale emiliano. Conti alla mano un consigliere che prima per 16 viaggi documentati aveva speso e quindi riavuto solo 805 euro ora ne avrà 1.150. (http://bit.ly/14aStxy)

Palazzo della Regione Lazio (Foto Stefano Petroni-Flickr)

Palazzo della Regione Lazio (Foto Stefano Petroni-Flickr)

Tralasciando i vari processi in corso (Lazio e Lombardia) le spese si gonfiano a dismisura anche perchè spesso i consiglieri sommano le cariche sommando così anche le varie indennità e creano più gruppi consiliari, a volte composti da una sola persona che quindi è presidente di sè stessa. Questo gioco in certe regioni è stato portato all’estremo, come in Lazio dove solo uno dei 71 consiglieri (ora uscenti) era senza doppio incarico (http://bit.ly/YQqQKz), mentre in altre regioni si è sicuramente più virtuosi ma tutto questo sistema porta il costo di ogni singolo consigliere regionale italiano ad una cifra impressionante: 743mila euro all’anno, non comprensiva delle spese per lo staff.

Questa cifra moltiplicata per i 1110 consiglieri regionali (il numero dovrebbe essere in calo perchè è previsto un taglio di 300 posti con il ricambio delle prossime elezioni http://bit.ly/ZS23Zf) fa un totale di spesa di 824.730.000 €/anno, pari più o meno a quanto spende la Camera in un anno ed è pari a poco più del 3% della manovra correttiva del Governo Monti dell’inverno 2011, giusto per capire con che cifre stiamo giocando mentre gli stipendi dei parlamentari come dicevo in un altro post rappresentano lo 0,54% della manovra di bilancio dello stato.

Per prima cosa credo che ci sia bisogno di una maggiore trasparenza, i gruppi dovrebbero essere obbligati a pubblicare ogni spesa e a giustificarla in modo da evitare sprechi e addebiti senza senso, come cene a base di tartufo bianco, reggiseni, vestiti e profumi (http://bit.ly/14g99ni). Poi ci vorrebbe un limite alle commissioni, perchè ogni presidente e vicepresidente ha un’indennità maggiorata rispetto al semplice consigliere, e quindi rendere impossibile anche il sommarsi di poltrone, mentre attualmente ci sono consiglieri che sono capogruppo (+600€ al mese) e contemporaneamente presidenti in una commissione e vicepresidenti in un’altra.

Ovviamente con tutte queste cifre e con tutte queste situazioni potrei aver fatto un po’ di confusione quindi se volete aiutarmi a fare un po’ di chiarezza commentate pure 😉