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Test: Philips Fidelio L2BO

_DSF5344Quando un paio di settimane fa ho scoperto che su Amazon.it le ottime cuffie Philips Fidelio L2BO erano vendute con uno sconto che si avvicinava molto al 50% mi è partita la scimmia.Così mi sono buttato in rete alla ricerca di recensioni che ne parlassero in modo esaustivo e sono approdato sull’ottimo blog Headphonia che apriva la recensione sulle Fidelio con il titolo The Phenomenal: Philips Fidelio L2. Dopo aver letto la loro recensione la mia scimmia è cresciuta a dismisura fino a diventare un gorilla.
Mi pare superfluo dire che sono volato su Amazon e ho fatto l’acquisto e oggi dopo un paio di settimane di rodaggio e ascolto sono qui per scrivere le mie impressioni.
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Per prima cosa parliamo dell’aspetto esteriore.
Le cuffie sono ben rifinite, la pelle che ricopre i padiglioni è morbida e l’aspetto è quello di un oggetto curato, di design e ben pensato. L’unica nota stonata sono le finiture in arancione che secondo me ne sporcano un po’ la linea.
Piccolo difetto su una cuffia che a prezzo pieno sfiora i 300€: i padiglioni non sostituibili, ma leggendo sui vari forum pare che i padiglioni montati sulle precedenti Fidelio L1 resistano bene alla prova del tempo.
Nella confezione dalle dimensioni generose oltre alle cuffie si trovano 2 cavi tutti e due lunghi 1,2m, uno liscio e l’altro corredato di microfono, un adattatore per jack da 6,3mm e una custodia dove poter riporre le Fidelio L2 con i padiglioni ripiegati.
_DSF5353Le Philips Fidelio L2 sono delle cuffie circumaurali semi-aperte con trasduttori da 40mm al neodimio, hanno il solito esageratissimo range di risposta in frequenza che qualsiasi produttore di cuffie, anche da 3€, propone a corredo dei propri prodotti e che alla fine non significa praticamente niente. Quindi passiamo direttamente alle mie impressioni d’ascolto.
Le ho provate insieme all’iPad con cui sto scrivendo questa recensione, con il mio LG G2 e collegate all’iMac tramite DAC ampli FIIO E10, inutile dire che i risultati migliori si sono ottenuti con quest’ultima configurazione e dando in pasto alle Fidelio dei file FLAC a 24bit ma la cuffia si è comportata benissimo anche con gli altri 2 dispositivi, grazie anche alla sua bassissima impedenza pari a 16Ohm, e anche usando app come Google Play Music e TuneIn Radio.

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Il suono è sempre equilibrato, preciso sui medi e alti e senza sbavature sui bassi che non sono mai invadenti ma ci sono quando servono, anche con un piccolo accenno di punch.
Sono meravigliose con i cantati femminili, il jazz e la musica classica di cui restituiscono perfettamente la leggerezza e il dinamismo, ma si difendono benissimo anche con l’elettronica e il rock.
Il soundstage è ampio come si può prevedere da una cuffia semi-aperta ma è anche bello coinvolgente. Unica pecca come ogni cuffia aperta o semi-aperta non isola dell’esterno, da
una parte non dà l’effetto chiuso e claustrofobico ma dall’altra chi vi circonda sente quello che ascoltate.
_DSF5355L’ho sperimentando durante l’ultimo weekend sul Lago di Garda con Eleonora, lei guardava la tv e io ascoltavo la musica e nel silenzio della camera le mie cuffie la disturbavano.
Con l’iPad suonano sempre belle piene, tanto da farmi superare difficilmente il 75% del volume, mentre con il G2 della LG suonano un pochino meno forte ma con il volume al 90% sono perfette.
Inutile dire che sono strasoddisfatto delle Philips Fidelio L2 e che ve le consiglio, specialmente se è ancora attiva la promozione su Amazon: Philips L2BO/00 Cuffie Fidelio Auricolari con Microfono

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Meglio Deezer o Spotify?

Ieri sera ero a cena a casa di un amico, che ha pure cucinato bene impedendomi di dirgli una volta assaggiato il risotto: “Vuoi che muoro?”, e vicino a noi c’era a tenerci compagnia il suo Macbook Pro acceso con Spotify a fare da colonna sonora con una playlist radio. Una volta scoperta questa cosa tutti i commensali hanno iniziato a proporre brani e canzoni da ascoltare e la serata è stata caratterizzata da momenti sonori particolarmente vari.

In questo genere di serate scopri musica nuova e ieri sera abbiamo anche scoperto la grande comodità dei servizi di musica in streaming.

Attualmente l’offerta di musica in streaming è composta principalmente da due sistemi: Spotify e Deezer, molto simili come offerta ma leggermente differenti come filosofia.

Spotify è caratterizzato da un’applicazione vera e propria che si installa sul proprio PC o Mac (per Linux esiste una versione beta) e permette di accedere all’archivio di brani offerto dal servizio. L’iscrizione è gratuita e permette a chi si iscrive di ascoltare liberamente per 6 mesi tutta la musica presente sui loro server, l’ascolto è inframmezzato da delle pubblicità in stile radiofonico.Terminato il periodo iniziale di 6 mesi l’utilizzo di Spotify viene limitato a 10 ore a mese.
Esistono 2 piani a pagamento: Unlimited e Premium, il primo, per 4,99€ al mese, permette l’ascolto illimitato,alza la qualità audio a 320k ed elimina la pubblicità, mentre il piano Premium,da 9,99€ al mese, aggiunge la possibilità di utilizzare l’applicazione anche sui dispositivi mobili, come tablet e smartphone, e aggiunge la possibilità di scaricare i brani preferiti per l’ascolto offline.

Deezer su computer non ha una sua applicazione ma si utilizza semplicemente dal browser, non richiedendo così nessuna installazione. L’utilizzo gratuito di Deezer per il periodo di prova è di 6 mesi, una volta terminata si possono ascoltare le webradio e 2 ore di musica al mese.
L’offerta a pagamento è composta da due pacchetti: Premium e Premium+, il primo a 4,99€ al mese permette l’ascolto illimitato di musica in alta qualità sul proprio PC ovviamente senza interruzioni pubblicitarie, il secondo per 9,99€ estende l’ascolto all’applicazione per tablet e smartphone e permette l’utilizzo offline.

I servizi sono sostanzialmente sovrapponibili, i cataloghi non sono proprio identici ma in larga parte lo sono e l’offerta economica è uguale.

L’app di Spotify su PC è comoda e pratica ma Deezer su browser lo si può “portare” dove si vuole in un attimo non richiedendo nessuna installazione.
L’applicazione mobile di Spotify non l’ho ancora provata mentre quella di Deezer mi piace molto in versione iOS mentre la trovo un po’ scarna e spoglia su Android.

Pare che Spotify tenda a pagare meno gli artisti di case discografiche indipendenti rispetto a quelli delle major ma dovrebbe essere una situazione in via soluzione. Su Deezer non ho trovato notizie in merito.

Il mercato dello streaming è sicuramente in espansione tanto che Google ha in progetto un servizio simile sulla piattaforma Google Play ed indiscrezioni vedono Apple interessata al servizio Daisy.

Qua trovate Deezer e qui Spotify.

Voi quale servizio avete scelto o sceglierete? Gratis o a pagamento?