Whatsapp “finalmente” a pagamento

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Per i terminali Android, Windows Phone e Blackberry è “finalmente” finito il periodo di utilizzo a scrocco di WhatsApp, mentre chi lo utilizza su terminali iOS lo ha già pagato a suo tempo comprando l’applicazione.

Dico “finalmente” perchè il periodo di incertezza sulla gratuità dell’app in tutta onestà non mi è mai piaciuto, preferisco sempre sapere quanto devo spendere e se devo spendere.

Girano un sacco di voci trane sull’ammontare del pagamento, qualcuno dice che WhatsApp dovrebbe costare 1€ al mese e altri dicono che dovrebbe costare 1€ per un utilizzo senza limiti. Come sempre la verità sta ne mezzo e WhatsApp costerà 1$ all’anno o se preferite 0,76€ circa stando al cambio attuale (2 Marzo 2013).

Questo per quanto riguarda chi lo usa su Android, Windows Phone e Blackberry mentre chi ha acquistato l’app su iPhone lo avrà a vita per soli 0,89€.

Il pagamento per chi lo utilizza su smartphone Android avverrà tramite Google Play ma per chi non vorrà legare la propria carta di credito al sistema di pagamenti di Google potrà usare anche il proprio account PayPal. In questo caso la procedurà sarà un po’ più complicata perchè si dovrà andare sul sito whatsapp.com/android e scaricare il file apk da installare tramite esplora risorse e che modificherà il metodo di pagamento da Google Wallet e PayPal.

Trovo giusto pagare un app così ben fatta e presente su praticamente tutte le piattaforme possibili però leggo in giro che molti stanno già pensando ad eventuali alternative. Voi che idee avete?

Il curioso caso del M5S e i finanziamenti pubblici

Ho sempre ritenuto spinoso il problema del finanziamento ai partiti perchè se da una parte mi è sempre piaciuto poco, specialmente per l’ammontare mostruoso della cifra, dall’altra l’ho sempre visto come l’unico modo per fare politica seguendo le proprie idee cercando di mantenere i partiti indipendenti.

Per farla breve senza soldi i partiti o si aprono ad una corruzione estrema o si finanziano con le lobby, rendendo formale l’unione fra politica e mondo economico, oppure fa politca solo chi ha i soldi, tipo un tizio che dovrebbe essere il più ricco d’Italia.

Il finanziamento pubblico dei partiti è sicuramente un problema e sicuramente va discusso e modificato pesantemente, non solo riducendo l’importo ma anche introducendo rendicontazioni obbligatorie e controlli severi su dove vanno i soldi degli italiani.

Il MoVimento 5 Stelle nel suo programma chiede l’eliminazione del finanziamento pubblico con effetto retroattivo, cioè eliminando di fatto anche quando previsto per le ultime elezioni. Loro sono completamente contrari ai finanziamenti pubblici tanto da restituire il rimborso elettorale per le elezioni regionali in Emilia Romagna (http://bit.ly/12fPQz2)

Scopro cazzeggiando fra Google+ e Twitter un paio di articoli interessanti e così ho scoperto che dicono di no al rimborso elettorale ma dicono di si ai soldi pubblici. Per esempio in Piemonte dove hanno 2 consiglieri percepiscono dallo stato circa 260mila € all’anno di finanziamento finalizzati all’assunzione di collaboratori che vengono spesi per stipendiare 6 persone per un totale di 150mila € l’anno, più altri 108mila € di finanziamento per le spese del gruppo consiliare. (http://bit.ly/15n0XEf)
Fra le spese va segnalato l’ultilissimo acquisto di maschere antigas e caschetti(forse per andare in Val di Susa dai NoTAV) e di borse di canapa per 5000€ (http://bit.ly/12fSC7I)

In Emilia Romagna la situazione è simile al Piemonte anche in questo caso con 2 consiglieri regionali, dove c’è però un rendiconto più preciso e trasparente di quanto stanno facendo e di come stanno spendendo i “nostri” soldi (http://bit.ly/15n2gmJ).

A quanto pare la cosa si ripeterà in parlamento dove rifiuteranno il rimborso elettorale ma dove prenderanno di sicuro i finanziamenti per le spese. Una parte di queste spese andranno a finanziare attività di comunicazione ed editoria secondo quanto indicato da Beppe Grillo (http://bit.ly/15n7bny)

Tutto questo non fa un po’ a pugni con quanto campeggia sul sito del MoVimento ovvero che loro non prendono soldi pubblici?

Quindi con questo governo cosa si fa?

In questi giorni, come tutti, sto provando a fare ordine per cercare di capire l’attuale situazione politica italiana. É un lavoro praticamente impossibile specialmente per chi, come me, non è particolarmente aggiornato sulla situazione politica e non conosce in modo preciso le dinamiche politiche.

Parto subito dicendo che sono tendenzialmente di sinistra e che non amo i metodi del Movimento 5 Stelle, sottolineo i metodi più che i programmi perchè il programma in linea di massima lo trovo condivisibile e potete trovare una buona analisi del programma realizzata da Ludovico Bessegato qui: http://bit.ly/WmkHI0

I metodi invece non mi piacciono e non mi sono mai piaciuti, le prese in giro, i nomignoli, la censura sul blog e l’ostracismo nei confronti di chi sbaglia purtroppo non fanno parte della mia visione, politica e non.

Non nascondo che l’analisi del M5S fatta dal blog Quit The Doner ricalca parecchio i miei timori sul  Movimento e potete leggerla qui: http://bit.ly/156IhIS

Quindi pur non essendo particolarmente vicino ai grillini mi rendo conto che ad oggi per la coalizione PD-SEL rimangono gli unici con cui poter dialogare per portare avanti un governo. Di unire PD e PDL per me non se ne parla nemmeno perchè sarebbe un abominio su più livelli, non ultimo il totale sputtanamento nei confronti degli elettori.

 Sono convinto che affrontarli cercando di offrire loro il ruolo dei gregari nella formazione di un governo sia fondamentalmente un gesto sbagliato. Proporre Bersani e il solito blocco di personaggi triti e ritriti della politica italiana, tipo Rosy Bindi, ad un gruppo giovane che vuole il cambiamento credo che sia una puttanata di proporzioni epiche.

Ci vogliono nomi nuovi per dare un vero segnale di cambiamento all’Italia e per far capire che c’è la volontà di cambiare e che la politica non è rappresentata da una casta di immutabili.

Io sarei per il gesto estremo e proporrei a loro la formazione di un governo, cosa proposta da Grillo proprio oggi (http://bit.ly/143NRcv) probabilmente più come provocazione che come reale richiesta.

Bisogna anche calcolare che in questo preciso momento siamo nel semestre bianco e Napolitano non può procedere allo scioglimento delle Camere e quindi non si può procedere a nuove elezioni entro breve (come spiegato in questo articolo sul Post: http://bit.ly/XIGiVQ)

Sono convinto che un governo grillino retto con la larga fiducia del PD potrebbe essere un esperimento interessante e un segnale importante di svolta e di rinnovamento.

Cassonetto differenziato per il frutto del peccato!

In questi ultimi giorni è tornato alla ribalta l’abbandono di neonati con relativo parto fai-da-te realizzato nei posti piu improbabili,l’ultimo caso è accaduto nel bagno di un McDonald’s di Roma.

Ovviamente come tutti mi chiedo il perchè di un gesto simile, perchè lasciando da parte l’istinto materno,quindi il legame affettivo con il nascituro, e basandosi su un banale istinto di soppravvivenza, quindi pensando anche solo alla propria pellaccia, è un gesto estremamente stupido.

É stupido perchè un parto fai-da-te è rischioso, la morte per parto può capitare e una delle cause principali è la setticemia, causata dalla scarsa igiene e non credo che il bagno di un fastfood sia un luogo così tanto pulito, anche solamente per il flusso di utenti.
É stupido perchè è un reato, si tratta di abbandono di minori.
É stupido perchè la legge permette alle donne di partorire in ospedale, riducendo i rischi per sè e per il nascituro, mantenendo il totale anonimato e affidando il neonato ad apposite strutture. (Per maggiori informazioni: http://bit.ly/partoanonimo)
L’abbandono di minori e neonati è un problema che ci portiamo dietro da sempre. La storia ci porta varie testimonianze del problema e delle possibili soluzioni come la Ruota degli esposti, che è rimasta attiva in Italia fino alla fine del XIX secolo, e i vari brefotrofi sorti nel tempo in tutta Europa
 

Anche un filosofo come Jean-Jacques Rousseau ha usufruto dell’istituto del brefotrofio per affidare tutti i suoi 5 figli alle cure dello stato non potendosi permettere il loro mantenimento, quindi forse non è un gesto nemmeno così tanto immorale e terribile, sicuramente meno terribile e irresponsabile dell’abbandono del bagno di un locale e ancora peggio dentro un cassonetto dell’immondizia.

Sciopero e civilità secondo il Corriere

Il Corriere della Sera sostiene che lo sciopero di ieri non è cosa da paese civile. (Qui l’articolo: http://goo.gl/spzOW )
Racconta che gli utenti (definiti anello debole della catena) si sono ammutinati. Ragiona sul fatto che in periodo di crisi i dipendenti ATM devono capire le ragioni di chi usa la metro.

Sorvola sul fatto che in un paese civile vero, e non da articolo di giornale, i cittadini si schierano dalla parte di chi sciopera e sorvola anche sul fatto che è un periodo di crisi anche per i dipendenti ATM che non vivono in un universo parallelo rispetto a chi prende la metro.

In un paese civile si pensa di più alle ragioni della comunità rispetto a quelle del singolo, quindi si forse non è stato uno sciopero da paese civile ma non per colpa di chi scioperava. Forse lo è stato per chi ha deciso di forzare i cancelli per prendere l’ultimo treno?

Penso a chi forza i cancelli e guarda con indifferenza verso i diritti degli altri, disinteressato da tutto quello che ci circonda ma concentrato sempre e solo su di sè e poi vedo gente come Alberto Casillas che a Madrid si fa scudo per difendere i manifestanti (YouTube: http://goo.gl/wA7OP ) e penso che forse viviamo veramente in un paese incivile.

La legge di causa-effetto spiegata ai dipendenti pubblici e non

Un mesetto fa mi è stata notificata una multa dal Comune di Milano, sono un pistola e sono passato sotto un varco di quelli che controllano le corsie riservate ai mezzi pubblici.

Ho fatto una cazzata e pago.

Così oggi mi decido e vado in posta per pagare senza lamentarmi per la multa perchè ho sbagliato io e non posso incolpare nessuno.

Arrivo in posta e mi trovo davanti circa 50 persone, ovviamente si bloccano i terminali e l’unico sportello aperto interrompe le operazioni.

Nel mentre l’impiegato dello sportello vicino, ovviamente chiuso, interpellato da quello che è a tutti gli effetti un cliente per sapere quando riprenderanno le operazioni risponde con il tono di quello che onestamente se ne lava le mani perchè lui ha chiuso e quindi non sono affari suoi.

L’impiegata allo sportello aperto e bloccato risponde stizzita che i terminali stanno per ripartire e che basta avere un po’ di pazienza.

Qualcuno sconsolato rimane, qualcuno impreca ed esce a fumarsi una sigaretta e altri si alzano e se ne vanno.

Fra quelli che se ne vanno c’è chi tornerà il giorno dopo, chi manderà il figlio o il nipote ma c’è anche chi penserà a metodi alternativi.

Non c’è nemmeno da dirlo, mi pare ovvio che io faccio parte dell’ultimo gruppo.

La multa in questione posso pagarla alla Sisal, presso gli sportelli Lottomatica e online sul sito della mia banca, quindi in posta per i bollettini se riesco probabilmente non ci tornerò più o comunque ci penserò due volte e come me tanti altri.

Probabilmente torneranno i pensionati, o quelli che hanno poca dimestichezza con la tecnologia, ma sono categorie che piano piano si assottigliano sempre più e lentamente in posta ci andrà sempre meno gente.

Tutto questo porterà solo ad un cosa: tu mi fai scappare e quello che perde il posto sei tu.

Lo sciamano del villaggio 2.0

In questi giorni di crisi i nostri lungimiranti amministratori cercano incessantemente soluzioni razionali per affrontare al meglio i nostri problemi.

In un mondo affollato da tecnici, economisti, scienziati e medici perchè rivolgersi a loro quando c’è lo sciamano del villaggio che con un rito placa gli spiriti divini portando pace e prosperità.

Così l’Assessore al Lavoro della Regione Piemonte ha pensato bene di invitare l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, a pregare per gli imprenditori morti per la crisi e ha indicato nella Chiesa un alleato con cui collaborare. (fonte La Stampa )

Moderni sciamani in versione 2.0 vescovi e cardinali si offrono per risolvere ogni problema, e non solo di spirito, è di poco tempo fa l’invito del cardinale Giuseppe Betori a pregare per la siccità, il tutto ovviamente con i rigraziamenti della Coldiretti. (fonte La Repubblica )

Poi ci si stupisce quando un tizio preferisce la fantasiosa ipotesi della possessione demoniaca ad una banale diagnosi di uretrite e si ustiona il pene con acqua bollente con l’aiuto di moglie e figlio. (fonte Tiscali )

Di Pietro e i suicidi

In questi giorni Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ha dichiarato:


«Mentre il presidente Monti dice le bugie sulla crisi che sarebbe finita ci sono persone che si suicidano. Quelle persone che si suicidano il presidente Monti le ha sulla coscienza»
(Fonte Corriere.it



Partendo dal fatto che personalmente ritengo ogni persona responsabile per le proprie azioni, quindi se uno si suicida lo ha deciso lui e il gesto non può ricadere sulla coscienza di nessuno, trovo la dichiarazione di Di Pietro un po’ troppo forte e difficile da digerire per me.

Per prima cosa sono contrario a questa esasperazione nei toni della politica che non porta mai a nulla di buono, peggio che peggio sfruttando la morte di qualcuno alla ricerca di consenso.

Poi non bisogna dimenticare il passato, e non ci vuole molto per ricordarlo perchè basta una ricerchina su Google per trovare su Wikipedia la pagina dedicata a “Mani Pulite” con un paragrafo che parla di quella che viene chiamata “La stagione dei suicidi”.

Usando lo stesso metro usato da Di Pietro la storia di “Mani Pulite” lo renderebbe in qualche modo responsabile dei suicidi di quel periodo, cioè quelli di Gabriele Cagliari, di Sandro Moroni e quello mai chiarito di Raul Gardini.

Cui prodest?

In questi giorni è apparso fuori dal Comune di Voghera uno striscione dedicato alla vicenda dei due maró arrestati e incarcerati in India. Concordo con chi si indigna perchè non crede giusto che siano giudicati in India perchè il fatto è avvenuto in acque internazionali ma mi chiedo a chi puó seriamente giovare un massiccio movimento di opinione pubblica.

Mi sembra giusto informare, lavorare a livello diplomatico e battersi per questa ingiustizia ma perchè comunicare tutto questo coinvolgimento?

A parte scatenare assurde discussioni da bar che fra le tante cose mi hanno permesso di sentire proposte di invasione dell’India, dimenticandosi che è una potenza militare con tanto di sommergibili nucleari e bomba atomica, a chi da un reale vantaggio?

L’opinione della casalinga di Voghera, che in questo caso è più che appropriato, quanto puó fare nei confronti di un paese lontano e militarmente ed economicamente importante come l’India?

L’errore nel sistema sei tu.Abboccare al Phishing nel 2012

Spulciando fra le tonnellate di spam che mi arriva ogni giorno, fra un enlarge your penis e un’offertona famiglia di Viagra, trovo come sempre le immancabili email di phishing.

Sono tutte email dove con qualche scusa la nostra banca, o il gestore della nostra carta di credito, ci chiede i nostri codici d’accesso o il numero della nostra carta di credito con relativo codice CVV2 o CVC2 (quel numero scritto dietro che serve nelle transazioni online).

Mi stupisco che nel 2012 me ne arrivino ancora così tante, evidentemente il trucco continua a funzionare anche se è vecchio.


Spesso presi dal panico di perdere i soldi per questi fantomatici problemi non ci ragioniamo su nemmeno un secondo e clicchiamo sul link e comunichiamo i nostri dati. Non pensiamo nemmeno un attimo che la nostra banca potrebbe procedere ad una nuova assegnazione dei codici in caso di problemi tecnici così esagerati, così come la prima volta ci ha mandato a casa (in buste separate) userid e password. Così un po’ per cieco attaccamento ai soldi e un po’ per ignoranza.

Gli stessi che abboccano al phishing poi sono gli stessi che per malfidenza o per ignoranza non vogliono usare la carta di credito online, non sapendo che la transazioni non solo sono sicure perchè criptate ma che sono anche assicurate in caso di frode e che ci sono vari modi di fregare il numero di carta di credito senza nemmeno dover usare internet.

Esistono tecniche che prevedono il furto dell’estratto conto della carta, su cui a volte si trova numero e data di scadenza, oppure il furto dello scontrino del POS o viene clonato il tutto durante un normale prelievo da uno sportello bancomat.

Quindi eccovi un po’ di consigli utili: http://www.cartedipagamento.com/frodi_carte_credito_5.htm e se avete una carta VISA attivate il servizio Verfied by Visa o il servizio Secure Code se avete una Mastercard per avere maggiore protezione nelle transazioni online.