Darwinismo Digitale

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Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano a evolversi. (Charles Darwin)

Non c’è nulla da fare, tutto quello che ci circonda cambia ed è in continuo cambiamento e chi non si adegua è perduto.

La biologia ci insegna che ogni organismo si adatta al proprio ambiente, dal freddo polare al caldo torrido del deserto non c’è un posto in cui la vita non ha saputo adattarsi e proliferare, ovviamente gli organismi che non si sono adattati o si sono spostati in situazioni più adeguate o banalmente si sono estinti.

La storia dall’altra parte ci insegna che nello stesso modo si è evoluto il comportamento umano e che i popoli che non si sono adattati in modo efficace alla condizioni sociopolitiche banalmente sono scomparsi in favore di forme più “evolute” di organizzazione. Se non ci fosse stata l’evoluzione adesso saremmo in giro con le bighe o ancora peggio non ci sarebbe nemmeno la ruota e la democrazia, pur piena di difetti, non esisterebbe nemmeno come concetto astratto.

Ogni volta che qualcuno mi fa notare che le nuove tecnologie rovinano il lavoro tradizionale rispondo che le automobili hanno fatto sparire le fabbriche di carrozze ma che il mondo è andato avanti senza grandi problemi o che le lampadine hanno sicuramente ridotto il business delle candele ma ad oggi non sembra affatto un problema per nessuno anzi è un fatto scontato.

Con la tecnologia digitale è la stessa cosa, chi si adegua vince altrimenti soccombe.

Mi stupisco quando scopro che ci sono persone con meno di 40 anni che non comprano su Internet, per me è semplicemente qualcosa di assurdo.Posso capire un po’ di preoccupazione quando si tratta di vestiti perché è problematico il discorso delle taglie e dei resi, anche se le aziende si stanno organizzando al meglio con i servizi logistici per offrire un servizio quasi impeccabile. Non capisco questo timore degli acquisti online quando si tratta di tecnologia anche perché spesso i prezzi sono vantaggiosissimi, con risparmi anche del 30% rispetto alla grande distribuzione. L’origine di questa diffidenza è nel rischio di fregature, i giornali e i telegiornali parlano di queste cose solo per raccontare truffe e raggiri e quando si dedicano a spiegare come si fa si limitano a trafiletti o servizi di qualche minuto. Chi non si evolve e decide di tenersi alla larga dallo shopping online spende di più e spesso non informandosi spende peggio i propri soldi.

Facebook e i social network in generale rappresentano un’opportunità lavorativa, ma chi non sa usarli in questa corsa sarà svantaggiato e vedendo quanta gente abbocca alle bufale più ridicole o quanti non sanno gestire la propria privacy e la propria immagine digitale mi rendo conto che saranno in pochi a sfruttarla pienamente. La rete sta offrendo nuove opportunità sia nella ricerca di lavoro sia nella creazione di lavori nuovi. Giusto per farvi un esempio,negli ultimi anni sta crescendo l’importanza dei blogger, gente pagata per scrivere e recensire prodotti o servizi e per consigliare e radunare gli appassionati di un determinato settore. In un mondo globalizzato dove la manodopera cinese ha un costo irrisorio non si può credere di poter investire ancora nell’industria e l’evoluzione è rappresentata proprio dal sapersi inventare lavori nuovi legati alle ultime tecnologie e ai contenuti digitali fruibili appunto grazie alle novità tecnologiche. Anche in questo caso l’informazione non aiuta trattando l’argomento social network e blog o come fonte di pericolo per il cyberbullismo oppure come banale fenomeno di costume.

Bisogna tenere il passo, se non addirittura stare un passo avanti, informandosi, leggendo e studiando. Cercando di capire come funzionano le cose, anche a livello elementare, perché chi vuole fare il pigro o quello a cui non interessano le diavolerie tecnologiche o chi si limita a gestirle di pancia pubblicando un giorno le proprie foto da ubriaco e il giorno dopo appellandosi ad assurde richieste sulla privacy banalmente farà la fine dei dodo.

Nuovo Finanziamento Pubblico ai Partiti

partitiIn questi giorni in Parlamento si sta discutendo la riforma del Finanziamento Pubblico ai Partiti, cercando di realizzare un meccanismo simile a quello che regola l’8×1000 ma senza distribuzione della quota inoptata, ovvero per usare un termine piú terra terra quella parte su cui i cittadini non esprimeranno una preferenza, vero punto critico del sistema del 8×1000.

Se la legge prenderà la forma attuale nella dichiarazione dei redditi si potrà specificare di voler destinare il 2 per mille ad un determinato partito. Qualcuno sostiene che in un periodo di antipolitica come quello attuale per i partiti sarà parecchio pericoloso ma io credo che possa essere uno stimolo per farli riavvicinare alla gente e per spronare i dirigenti dei partiti ad organizzare attività e campagne veramente sentite dalla cittadinanza e possa portare ad una vera apertura verso l’esterno.

Potrebbe favorire un’inversione di tendenza rispetto all’attuale clima in cui tutti percepiscono la politica come qualcosa di esterno e distante rispetto a sè.

Voi cosa ne pensate di questa riforma?

Il papa che sorride. Spiritualità e marketing.

>>>ANSA/ PAPA: 'POPOLO PREGHI DIO DI BENEDIRMI'

In questi giorni sul nuovo Papa Francesco ne ho sentite dire di tutti i colori ma il tono generale, sia su Facebook che nelle discussioni dal vivo, è sempre: “Be’ dai, questo è sorridente quindi mi piace, quello di prima invece non sorrideva mai”.

Gente che si sente estremamente coinvolta a livello spirituale e umano senza sapere nulla ma solo perchè lo ha visto sorridere 10 minuti in tele. Per la serie non giudicare i libri dalla copertina.

Poi io mi chiedo se sorridere sia così importante per un papa e non sia più importante conoscere quello che pensa, sia sui diritti che sulla dottrina, e magari quello che ha combinato in precedenza. Posso capire che una persona ispiri simpatia ma in un ruolo importante forse la simpatia non è sempre così fondamentale, preferisco avere a che fare un medico o un avvocato competente piuttosto che un simpatico buon tempone.

Nei discorsi con la gente invece appare tutta la superficialità della cosa, che evidentemente nel conclave è stata valutata, e si guarda solo al lato sorridente e allegro senza valutare minimamente le idee e il curriculum del nuovo papa. Direi che il conclave con questa scelta ha fatto un’ottima mossa di marketing rispetto al predecessore, il freddo Benedetto XVI, che non piaceva a nessuno pur essendo uno stimatissimo e raffinatissimo teologo.

Tutti per confermare la propria visione idilliaca e idealistica del papa simpa e innovatore guardano con grande speranza ogni comportamento positivo, come l’uso di mezzi meno sfarzosi e discorsi più terra terra, ignorando dall’altra parte ogni possibile addebito negativo, tipo la complicità nei confronti della dittatura in Argentina o la presenza del dittatore dello Zimbabwe alla messa di inagurazione del pontificato.

Non vengono nemmeno prese in considerazione le idee dottrinali,etiche o politiche. Per esempio pur essendo abbastanza aperto in ambito economico non è affatto vicino alla Teologia della Liberazione, poi condanna i matrimoni gay e l’aborto ma sembra possibilista sull’uso del profilattico. Non sto valutando le sue idee, da non cattolico non mi fanno nè caldo nè freddo, ma se fossi cattolico le valuterei e cercherei di capire chi è l’uomo che si cela dietro quel sorriso, invece tristemente si fermano tutti al sorriso e valutano il libro dalla copertina.

“Eguali davanti alla Legge” Sit-in di protesta a Milano

Oggi pomeriggio a Milano, in piazza Fontana, ci sarà una manifestazione di protesta, organizzata da Libertà e Giustizia, che vuole esprimere lo “sdegno dei cittadini per gli ingiustificati attacchi all’operato della magistratura e in difesa delle istituzioni”.

É una manifestazione importante in risposta all’irruzione dei parlamentari del PDL all’interno del tribunale milanese che “rischia di mettere a repentaglio la serenità della Giustizia”.

Il sit-in di protesta si terrà oggi, 15 Marzo, dalle 16.30 alle 19 in piazza Fontana a Milano, purtroppo l’orario non è dei migliori, specialmente per chi come me non abita a Milano e il venerdì lavora.

 

I Miracoli di Papa Giovanni Paolo II

Questo articolo è stato scritto tempo fa e per un altro blog ma mi sembrava giusto riproporlo qui e oggi per ricordare a tutti con quanta superficialità vengono giudicate le persone, specialmente se di aspetto rassicurante e investite di un ruolo importante e che potrebbe dare speranza.

Anche se con un leggero ritardo mi sembra doveroso segnalare qualche simpatico miracolo compiuto dall’ormai Beato Giovanni Paolo II. Il papa polacco, che con la sua espressione gentile e sfruttando mediaticamente la malattia che ha segnato gli ultimi anni della sua vita, ha conquistato un numero esagerato di consensi da parte di persone che non si sono minimamente sentite in dovere di informarsi sul suo operato apostolico.

Uno dei suoi miracoli è stato santificare e beatificare nazisti e personaggi politicamente e moralmente discutibili. Fra i tanti è doveroso citare: l’ultrareazionario imperatore asburgico Carlo I, l’ultimo “Papa-re” Pio IX(favorevole alla schiavitù), il fiancheggiatore del governo ustascia Cardinal Stepinac o il  filo-fascista fondatore dell’Opus Dei Josémaria Escrivá, che descrisse Hitler come “salvatore della Chiesa spagnola.”  Va ricordato poi che l’Opus Dei è una setta con un codice di condotta molto rigido che va dal voto di silenzio fino al castigo corporale con flagello e cilicio. L’ordine propone un culto della maschilità e dell’autorità, defininendo le donne come “inferiori” e richiedendo la subordinazione e la stretta obbedienza.

Le sue miracolose simpatie e amicizie nei confronti di personaggi storici alquanto discutibili come il dittatore cileno Pinochet,  l’ostilità nei confronti della Teologia della Liberazione, e il silenzioso appoggio alla Guerra Sporca di Videla in Argentina e ai Voli della morte. Infatti in un’intervista Adolfo Scilingo afferma:

« I voli furono comunicati ufficialmente da Mendía (viceammiraglio della Armada, la marina militare) pochi giorni dopo il golpe militare del marzo 1976. Ci è stato spiegato che le procedure per lo smistamento dei sovversivi nell’ Armada si sarebbero svolte senza uniformi, indossando solo scarpe da ginnastica, jeans e magliette. Ci ha spiegato che nell’ Armada i sovversivi non sarebbero stati fucilati, giacché non si volevano avere gli stessi problemi avuti da Franco in Spagna e Pinochet in Cile. E neanche bisognava “andare contro al Papa”, ma è stata consultata la gerarchia ecclesiastica ed è stato adottato un metodo che la Chiesa considerava cristiano, ossia gente che si alza in volo e non arriva a destinazione. Davanti ai dubbi di alcuni marinai, si è chiarito che “i sovversivi sarebbero stati buttati nel bel mezzo del volo”. Di ritorno dai voli, i cappellani cercavano di consolarci ricordando un precetto biblico che parla di “separare l’erba cattiva dal grano”. »

La miracolosa gestione dell’affare IOR/Marcinkus e del crack dell’Ambrosiano, in cui il santo padre, che ricordiamolo è l’unico detentore del potere temporale nello Stato Vaticano, non concesse l’estradizione per Marcinkus, secondo quanto riportato nel libro “Wojtyla segreto”, il motivo risiedeva nel fatto che il vescovo americano teneva in scacco il papa in quanto da egli dipendevano i finanziamenti a Solidarność.

La miracolosa collaborazione con l’amministrazione Bush per mantenere il silenzio sulla guerra in Kosovo, e successivamenten in Iraq per la destituzione di Saddam.

Ovviamente non va dimenticato il miracoloso ruolo della donna nella chiesa, il suo rapporto ecumenico con le altre religioni che pubblicamente sembra incoraggiante mentre nei fatti si rivela solo una volontà di imporsi su ortodossi e protestanti. Poi Wojtyla rincara la dose definendo le religioni non cristiane come “forme deficitarie di fede”, quando pubblicamente cerca di riunirle come nel meeting di Assisi del 2002.

Il miracolo della restaurazione dopo il Concilio Vaticano II, concilio a cui ha partecipato in veste di vescovo e poi arcivescovo di Cracovia, rinnegato una volta diventato pontefice con la sua politica in netto contrasto con i principi promossi dal Vaticano II come: «aggiornamento, dialogo, collegialità e apertura ecumenica» e sostituiti durante il suo pontificato da concetti come: «restaurazione, magistero, obbedienza, ri-romanizzazione ».

Fonti:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/03_Marzo/26/index_kung.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Critiche_a_Giovanni_Paolo_II

http://www.wsws.org/it/2005/apr2005/papa-a16.shtml

http://blog.panorama.it/ultimora/2011/04/21/wojtyla-bush-lo-voleva-arruolare/

http://liberastoria.wordpress.com/2011/04/24/wojtyla-lespresso-per-wikileaks-bush-lo-voleva-arruolare/

Il caso dei Marò,ovvero gestire i guai diplomatici all’italiana.

Quando il 3 Febbraio del 1998 un aereo militare americano tranciò i cavi del tronco inferiore della funivia del Cermis uccidendo 20 persone gli italiani chiesero di processare pilota e navigatore. Per l’opinione pubblica sembrava giusto poterli giudicare qui ma il diritto internazionale, per la precisione un accordo fra paesi NATO, permise ai militari americani di essere giudicati negli Stati Uniti. Tutta l’Italia si interessò al caso, anche perchè in tele non si parlò d’altro, e seguì con interesse il processo inutile che ci fù negli U.S.A.

Pilota e navigatore una volta processati in patria furono prosciolti da ogni accusa di omicidio, i 40 milioni di $ stanziati dal governo U.S.A. per risarcire le vittime e i danni alle strutture furono successivamente bloccati e alla fine dovette pagare tutto lo stato italiano, che fu risarcito 5 anni dopo dagli Stati Uniti ma per il 75% della cifra. Giusto per non esagerare, e accontentare un minimo gli italiani, i due piloti furono processati per intralcio alla giustizia, avendo cancellato una registrazione video, e così furono rimossi dal servizio, uno dei due si fece anche 4 mesi e mezzo di carcere.

Ora noi siamo dalla parte opposta e ci stiamo comportando peggio di come si sono comporati con noi gli Americani.

La stampa italiana, adeguandosi alla propaganda politica, ha informato poco e alimentato molto le polemiche cercando di mettere in dubbio qualsiasi cosa, invece per fortuna ci sono dei punti certi in questa questione. Ovviamente si sono aiutati con i titoli sensazionali, per esempio:“I veri pirati? Sono stati gli Indiani” de Il Giornale e ha aiutato anche il fatto che l’opinione pubblica crede che l’India sia una nazione del terzo mondo che deve portare rispetto verso una nazione progredita come l’Italia.

In un anno di indagini e processi, perchè l’incidente è avvenuto il 12 Febbraio del 2012, si è appurato che l’Enrica Lexie si trovava in acque internazionali e che a sparare furono Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Il problema quindi sorge sulla giurisdizione perchè l’India la reclama in quanto il peschereccio su cui è fisicamente avvenuto l’omicidio è battente bandiera indiana mentre l’Italia si appella all’immunità funzionale, secondo cui “un militare che agisce nell’esercizio delle proprie funzioni, e aldilà del territorio del Stato di appartenenza, non ne risponde in prima persona, ma la sua azione od omissione sarà imputata allo Stato di provenienza”. Solo che per l’India l’immunità funzionale non si ravvisa in quanto i militari imbarcati sull’Enrica Lexie sono di scorta ad una nave privata e quindi non agiscono per conto dello Stato italiano.

L’Italia ha “brillantemente” risolto la questione di diritto internazionale non restituendo i marò all’India dopo l’ultima licenza di 1 mese, accordata per permettere ai due soldati italiani per votare. Ovviamente questa cosa mi ha fatto storcere il naso perchè a livello diplomatico non è propriamente una mossa raffinatissima.

In ogni caso i due marò non sono degli eroi, come la destra ha cercato di dipingerli, e nemmeno dei martiri perchè in India sono stati trattati con tutti gli onori, fra guest house, hotel, pizze e cappuccini, e vanno giudicati se non in India almeno in Italia.

Su Repubblica leggo una dichiarazione di questi giorni rilasciata dai due marò :”Ovviamente, siamo felici. Soprattutto perché possiamo così tornare al reparto. Siamo Fucilieri di Marina. Vogliamo tornare a fare il nostro mestiere” e l’ultima parte mi preoccupa un po’,e subito mi chiedo “non è che faremo come gli USA con noi per la strage del Cermis?”

Perchè se dovesse finire a tarallucci e vino allora sì che sarebbe veramente una pessima figura a livello internazionale.

Spendiamo di più per la Chiesa che per i partiti.

Ieri ho letto sulla pagina Facebook Laicità dello Stato che l’Italia spende di più per la Chiesa Cattolica che per il rimborso elettorale ai partiti, quello che tutti chiamano il finanziamento pubblico dei partiti anche perchè in pratica lo è.

Dato che fondamentalmente preferisco ricontrollare le fonti mi sono messo all’opera e ho spulciato un po’ di dati sulla questione.

L’Italia spende mediamente 285 milioni di euro all’anno fra rimborsi elettorali e contributi ai gruppi parlamentari, una cifra importante che sicuramente va ridimensionata ma è più o meno un terzo di quello che viene devoluto al sistema conosciuto come 8×1000, perchè l’ultimo rimborso di cui si hanno i dati è di 1148 milioni di euro.

Io non voglio fare il solito ateo balordo che non vuole dare soldi alla Chiesa ma credo che sia giusto tagliare questa cifra. No, ok io la vorrei proprio eliminare ma sono disposto a mediare e ad ammettere una riduzione della cifra.

Questa cifra poi noi crediamo che venga spesa da Don Pietro per i poveri o per i bambini dell’oratorio o spedita dall’altra parte del mondo per aiutare qualche sperduto villaggio africano,anzi del Biafra che suona bene come location, con cibo e medicine.

Poveri illusi, le pubblicità in tele ci fregano e ci fanno credere quello che vogliamo e quella della Chiesa Cattolica per l’8×1000 non è da meno. Secondo il bilancio pubblicato dalla CEI solo il 21% della cifra viene spesa per interventi caritativi mentre il 42% sono spese di culto e il 32% va nel sostentamento del clero. Praticamente i preti ci costano come i politici.

Voi magari pensate “ma io i firmo per devolvere l’8×1000 allo stato e sono a posto”, già peccato che i fondi che vanno allo stato per il 44% vengono spesi per il restauro degli edifici di culto e poi per colpa di un meccanismo perverso la maggior parte dei fondi vanno alla Chiesa Cattolica, circa l’ 85% a fronte del 36% delle preferenze espresse sul totale dei contribuenti.

Se volete studiarvi il meccanismo basta andare su Wikipedia

In un periodo come questo in cui ci si lamenta per i costi della politica, dell’acquisto dei caccia F35 e si cerca di dare un taglio alle spese forse sarebbe il caso di limitare anche il finanziamento agli enti di culto, che dall’alto del loro animo caritatevole e dalla loro propensione a tessere le lodi del sacrificio non dovrebbero fare fatica a tirare la cinghia per il bene dell’Italia.