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La legge di causa-effetto spiegata ai dipendenti pubblici e non

Un mesetto fa mi è stata notificata una multa dal Comune di Milano, sono un pistola e sono passato sotto un varco di quelli che controllano le corsie riservate ai mezzi pubblici.

Ho fatto una cazzata e pago.

Così oggi mi decido e vado in posta per pagare senza lamentarmi per la multa perchè ho sbagliato io e non posso incolpare nessuno.

Arrivo in posta e mi trovo davanti circa 50 persone, ovviamente si bloccano i terminali e l’unico sportello aperto interrompe le operazioni.

Nel mentre l’impiegato dello sportello vicino, ovviamente chiuso, interpellato da quello che è a tutti gli effetti un cliente per sapere quando riprenderanno le operazioni risponde con il tono di quello che onestamente se ne lava le mani perchè lui ha chiuso e quindi non sono affari suoi.

L’impiegata allo sportello aperto e bloccato risponde stizzita che i terminali stanno per ripartire e che basta avere un po’ di pazienza.

Qualcuno sconsolato rimane, qualcuno impreca ed esce a fumarsi una sigaretta e altri si alzano e se ne vanno.

Fra quelli che se ne vanno c’è chi tornerà il giorno dopo, chi manderà il figlio o il nipote ma c’è anche chi penserà a metodi alternativi.

Non c’è nemmeno da dirlo, mi pare ovvio che io faccio parte dell’ultimo gruppo.

La multa in questione posso pagarla alla Sisal, presso gli sportelli Lottomatica e online sul sito della mia banca, quindi in posta per i bollettini se riesco probabilmente non ci tornerò più o comunque ci penserò due volte e come me tanti altri.

Probabilmente torneranno i pensionati, o quelli che hanno poca dimestichezza con la tecnologia, ma sono categorie che piano piano si assottigliano sempre più e lentamente in posta ci andrà sempre meno gente.

Tutto questo porterà solo ad un cosa: tu mi fai scappare e quello che perde il posto sei tu.