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Lo sciamano del villaggio 2.0

In questi giorni di crisi i nostri lungimiranti amministratori cercano incessantemente soluzioni razionali per affrontare al meglio i nostri problemi.

In un mondo affollato da tecnici, economisti, scienziati e medici perchè rivolgersi a loro quando c’è lo sciamano del villaggio che con un rito placa gli spiriti divini portando pace e prosperità.

Così l’Assessore al Lavoro della Regione Piemonte ha pensato bene di invitare l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, a pregare per gli imprenditori morti per la crisi e ha indicato nella Chiesa un alleato con cui collaborare. (fonte La Stampa )

Moderni sciamani in versione 2.0 vescovi e cardinali si offrono per risolvere ogni problema, e non solo di spirito, è di poco tempo fa l’invito del cardinale Giuseppe Betori a pregare per la siccità, il tutto ovviamente con i rigraziamenti della Coldiretti. (fonte La Repubblica )

Poi ci si stupisce quando un tizio preferisce la fantasiosa ipotesi della possessione demoniaca ad una banale diagnosi di uretrite e si ustiona il pene con acqua bollente con l’aiuto di moglie e figlio. (fonte Tiscali )

Di Pietro e i suicidi

In questi giorni Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ha dichiarato:


«Mentre il presidente Monti dice le bugie sulla crisi che sarebbe finita ci sono persone che si suicidano. Quelle persone che si suicidano il presidente Monti le ha sulla coscienza»
(Fonte Corriere.it



Partendo dal fatto che personalmente ritengo ogni persona responsabile per le proprie azioni, quindi se uno si suicida lo ha deciso lui e il gesto non può ricadere sulla coscienza di nessuno, trovo la dichiarazione di Di Pietro un po’ troppo forte e difficile da digerire per me.

Per prima cosa sono contrario a questa esasperazione nei toni della politica che non porta mai a nulla di buono, peggio che peggio sfruttando la morte di qualcuno alla ricerca di consenso.

Poi non bisogna dimenticare il passato, e non ci vuole molto per ricordarlo perchè basta una ricerchina su Google per trovare su Wikipedia la pagina dedicata a “Mani Pulite” con un paragrafo che parla di quella che viene chiamata “La stagione dei suicidi”.

Usando lo stesso metro usato da Di Pietro la storia di “Mani Pulite” lo renderebbe in qualche modo responsabile dei suicidi di quel periodo, cioè quelli di Gabriele Cagliari, di Sandro Moroni e quello mai chiarito di Raul Gardini.

Cui prodest?

In questi giorni è apparso fuori dal Comune di Voghera uno striscione dedicato alla vicenda dei due maró arrestati e incarcerati in India. Concordo con chi si indigna perchè non crede giusto che siano giudicati in India perchè il fatto è avvenuto in acque internazionali ma mi chiedo a chi puó seriamente giovare un massiccio movimento di opinione pubblica.

Mi sembra giusto informare, lavorare a livello diplomatico e battersi per questa ingiustizia ma perchè comunicare tutto questo coinvolgimento?

A parte scatenare assurde discussioni da bar che fra le tante cose mi hanno permesso di sentire proposte di invasione dell’India, dimenticandosi che è una potenza militare con tanto di sommergibili nucleari e bomba atomica, a chi da un reale vantaggio?

L’opinione della casalinga di Voghera, che in questo caso è più che appropriato, quanto puó fare nei confronti di un paese lontano e militarmente ed economicamente importante come l’India?

L’errore nel sistema sei tu.Abboccare al Phishing nel 2012

Spulciando fra le tonnellate di spam che mi arriva ogni giorno, fra un enlarge your penis e un’offertona famiglia di Viagra, trovo come sempre le immancabili email di phishing.

Sono tutte email dove con qualche scusa la nostra banca, o il gestore della nostra carta di credito, ci chiede i nostri codici d’accesso o il numero della nostra carta di credito con relativo codice CVV2 o CVC2 (quel numero scritto dietro che serve nelle transazioni online).

Mi stupisco che nel 2012 me ne arrivino ancora così tante, evidentemente il trucco continua a funzionare anche se è vecchio.


Spesso presi dal panico di perdere i soldi per questi fantomatici problemi non ci ragioniamo su nemmeno un secondo e clicchiamo sul link e comunichiamo i nostri dati. Non pensiamo nemmeno un attimo che la nostra banca potrebbe procedere ad una nuova assegnazione dei codici in caso di problemi tecnici così esagerati, così come la prima volta ci ha mandato a casa (in buste separate) userid e password. Così un po’ per cieco attaccamento ai soldi e un po’ per ignoranza.

Gli stessi che abboccano al phishing poi sono gli stessi che per malfidenza o per ignoranza non vogliono usare la carta di credito online, non sapendo che la transazioni non solo sono sicure perchè criptate ma che sono anche assicurate in caso di frode e che ci sono vari modi di fregare il numero di carta di credito senza nemmeno dover usare internet.

Esistono tecniche che prevedono il furto dell’estratto conto della carta, su cui a volte si trova numero e data di scadenza, oppure il furto dello scontrino del POS o viene clonato il tutto durante un normale prelievo da uno sportello bancomat.

Quindi eccovi un po’ di consigli utili: http://www.cartedipagamento.com/frodi_carte_credito_5.htm e se avete una carta VISA attivate il servizio Verfied by Visa o il servizio Secure Code se avete una Mastercard per avere maggiore protezione nelle transazioni online.

Stupro di gruppo. Credete che sia stato depenalizzato?

In questi giorni su Facebook girano vari appelli di persone indignate perchè il carcere per gli stupri di gruppo pare sia diventato un optional e vantando un’apertura mentale degna di un troglodita propongono soluzioni fai-da-te al problema.

Peccato che non sia così.

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza dove dichiara che il carcere preventivo non è obbligatorio per i reati di violenza sessuale. Il che non vuole dire che il reato resta impunito ma che il giudice come per tutti gli altri reati (esclusi quelli di mafia) può scegliere caso per caso se l’imputato (che non è ancora dichiarato colpevole) deve sottostare a misure cautelari preventive come: gli arresti domiciliari o l’obbligo di residenza in un determinato comune, oppure deve essere sottoposto al carcere preventivo conformemente con l’articolo 274 del Codice Penale, che lo prevede nel caso in cui l’imputato possa ricommettere il fatto, tentare la fuga o inquinare le prove. Successivamente se verrà ritenuto colpevole la legge lo condannerà alla reclusione da 5 a 10 anni.

Voi vi chiederete perchè tutti questi trattamenti di favore per chi commette un reato simile?

Semplicemente perchè a volte il colpevole non è lui o nemmeno esiste.

Perchè oltre ad avere, come in tutte le nazioni, un problema di giustizia che a volte incrimina un innocente, ci sono anche casi di mitomani che denunciano il fatto inventandoselo di sana pianta.

A Legnano un ragazzo si è fatto 8 mesi di carcere preventivo per stupro per essere poi dichiarato innocente perchè l’ex fidanzata ha ammesso di essersi inventata il fatto.

Non è l’unico caso, si va dalla ragazzina di Torino che denuncia uno stupro di gruppo per non far sapere al papà che ha perso la verginità,  a chi se lo inventa senza dire il perchè o alla ragazza che usa la denuncia per stupro come vendetta per l’ex fidanzato.

Lo stupro è un brutto reato, credo che sia uno dei peggiori, che tira fuori il lato più bestiale dell’essere umano, ed è un problema culturale più che di natura legale.

Lo stupro nasce da chi vede le donne come oggetti e da chi crede che la violenza sia la soluzione, anche per “conquistare” una donna.

Articoli interessanti sul tema:
http://www.vitadidonna.org/politica/pari-opportunita/stupro-di-gruppo-non-equivochiamo-sulla-sentenza-della-cassazione-8205.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/stupro-gruppo-titoli-giornale-nervi-scoperti/189328/
http://blog.panorama.it/italia/2012/02/13/stupro-di-gruppo-i-giudici-e-la-gente-pronta-a-scattare/

Multatemi se sbaglio.

Tutte le volte che lasciamo l’auto in divieto di sosta al nostro ritorno ci avviciniamo lentamente guardando con diffidenza il parabrezza finchè non capiamo se sotto le spazzole del tergicristalli la multa c’è o no.

Ogni volta che il parabrezza rimane intonso un sospiro di sollievo ci pervade e noi possiamo affrontare il resto della giornata leggeri e spensierati.

Peccato che non è così che andrebbe affrontata la cosa perchè ogni volta che uno di noi commette un’infrazione dovrebbe pagarne le conseguenze e in un paese civile se pretendiamo che le regole vengano rispettate da tutti ci vorrebbe non solo la certezza della pena ma anche la certezza della multa.
Invece vivo in una città, Voghera per la precisione, dove il Comune ha deciso per snellire il traffico di mettere in un paio di punti dei divieti di sosta e fermata che non solo non vengono puntualmente rispettati dagli automobilisti ma non vengono nemmeno presi in considerazione dai vigili, che infatti non multano nessuno o quasi.

Questo comportamento non solo è nocivo nei confronti di chi sbaglia perchè non impara a rispettare le regole ma è dannoso anche per chi le regole le rispetta e si sente un cretino in un paese di furbi mentre dovrebbe sentirsi un cittadino rispettato.

Non è Voghera ad essere anomala ma è tutto il sistema ad essere in errore tanto che sul Fatto Quotidiano Marco Ponti, docente di economia dei trasporti, ha dichiarato: “L’Economist ha definito Milano la capitale mondiale della doppia fila e ancora in città hai quasi la certezza di non prendere multe. Sono andato a Los Angeles e ho parcheggiato in una strada secondaria deserta dove non c’era anima viva. Sono stato lontano dieci minuti e tanto è bastato per beccarmi la multa. E lì ho scoperto che vige la certezza della sanzione”
Peccato che da noi non sia così e si vive sempre di multe date con discrezione, di richieste di grazia e di clemenza come se chi si è scolato mezza bottiglia prima di guidare dovesse proprio farlo, come se festeggiare il compleanno dell’amico sia un’attenuante valida per rischiare di fare un frontale, come se il fatto di bloccare la strada “solo” per 10 minuti alla fine non sia un vero intralcio alla circolazione e che prima di schiacciare sull’acceleratore nessuno si ricorda che con la patente ci lavora salvo poi piagnucolarlo all’agente di turno per cercare di commuoverlo.
Tutti o quasi quando vengono multati non pensano che il vigile/carabiniere/poliziotto di turno sta solo facendo il proprio lavoro ma sono convinti di essere vittime di un complotto sadico e malefico e non pensano nemmeno che basterebbe non sgarrare per non incorrere nella punizione.

Ogni multa su un parabrezza, ogni patente tolta per l’alcooltest o per eccesso di velocità dovrebbe rappresentare un trionfo della democrazia e di uno stato funzionante che colpisce ed educa chi non rispetta le regole e fa vivere sereno chi le rispetta.

Quindi tutti noi avvicinandoci alla nostra auto parcheggiata selvaggiamente in divieto di sosta, magari rubando il posto a chi ne avrebbe più diritto, dovremmo sperare in fondo di trovare un fogliettino giallo sapendo che è il segno che viviamo in un paese civile.

Boicottiamo OMSA. Quando il consumatore diventa consapevole

In questi giorni di inizio anno è nata una protesta sul web a causa della decisione del gruppo industriale Golden Lady di chiudere, nonostante i buoni profitti, lo stabilimento OMSA di Faenza per trasferire la produzione vicino a Belgrado, dove una lavoratrice costa 300€ in meno rispetto all’Italia. In Serbia il gruppo ha già 3 stabilimenti con 1900 dipendenti. (fonte Business Online)

Così dal mese di Marzo i 239 dipendenti, per lo più donne, al termine della cassa integrazione saranno licenziati, da qui l’idea della protesta “Boicottiamo OMSA”, ovvero l’invito a non comprare prodotti del gruppo Golden Lady, per la precisione i marchi: Golden Lady, Omsa, Sisi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs,Hue e Arwa.

La protesta è presente anche su Facebook con una pagina dedicata: BOMSA-Boicotta Omsa.

Questa potrebbe essere per la prima volta una presa di coscienza da parte del consumatore italiano nei confronti di quelle aziende che non si comportano nel migliore dei modi. Come decidiamo di spendere i nostri soldi può influenzare non solo l’economia ma anche la politica e la vita delle persone, punendo chi si comporta male(sfruttamento, inquinamento, violazione dei diritti) e premiando le aziende virtuose (investimenti nel territorio, sostenibilità ambientale) possiamo fare attivamente qualcosa per migliorare la situazione.

Si può fare anche nella spesa di tutti i giorni boicottando chi non emette scontrino, perchè non aiuta e non partecipa alla collettività pagando le tasse, o chi ha dipendenti in nero o sfruttati.

Ecco un link dove trovare aziende poco meritevoli: http://www.unpodisinistra.it/boicot.html, ma basta cercare su google per trovare i buoni e i cattivi fra le aziende e le multinazionali e avviarsi verso uno stile di vita e di acquisto più consapevole.