Categoria: Attualità

Perchè l’avvicendamento di Renzi non è un colpo di stato.

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Un colpo di Stato consiste in un atto violento, o comunque illegale, posto in essere da un potere delloStato e diretto a provocare un cambiamento di regime.

La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solodittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo Stato.

Dato che vedo un sacco di gente confusa fra Facebook e Twitter credo sia il caso di fare un po’ di ordine, almeno partendo dalle definzioni corrette.

La costituzione prevede che il Presidente del Consiglio sia nominato dal Presidente della Repubblica su indicazione dei principali partiti politici, il Parlamento si limita a dare, o a non dare, la fiducia al Governo. In tutto questo il popolo non c’è perchè ha esaurito i suoi compiti diretti una volta eletto il parlamento. 

Come da definizione non c’è nessun colpo di stato o dittatura ed è sempre successo, anzi negli anni abbiamo avuto come presidente del consiglio Carlo Azeglio Ciampi che non ha mai avuto prima cariche elettive di nessun tipo ma nessuno si è mai sognato di pensare ad una mossa antidemocratica.

Quindi da dove salta fuori questa idea del presidente del consiglio eletto dal popolo? Da Silvio ovviamente.
Lui ha sempre ripetuto di esser stato eletto da popolo fino alla nauesa e continuando a ripetere questo ritornello ha finito per far credere a tutti che la presidenza del consiglio dei ministri sia una carica ad elezione popolare. Da qui ad arrivare all’assurda idea dell’atto antidemocratico il passo è breve. Peccato che sia un’enorme cazzata e che l’avvicendamento fra Renzi e Letta, per quanto sia un atto triste e politicamente poco condivisibile, rimane perfettamente all’interno dei binari della democrazia.

Lo Sciopero dei Parcheggi

Il primo Gennaio del 1848 i milanesi per protestare contro l’occupazione Austriaca decisero di smettere di fumare. Fu un segnale forte, seppur non violento, che andava a colpire economicamente il governo austriaco grazie alla mancata riscossione delle accise sul tabacco. La risposta degli Austriaci comandati da Radetzky non si fece attendere e fu dura e violenta ma ormai il segnale era stato lanciato e lentamente si crearono le condizioni prima per la rivolta delle Cinque Giornate di Milano e poi per l’indipendenza.

Ogni volta che c’è qualcosa che non va, e volendo in Italia si possono trovare un sacco di spunti, penso allo Sciopero del Tabacco e alla protesta civile, non violenta e efficace.

In questi giorni a Voghera l’amministrazione, sfruttando l’oblio estivo, ha aumentato il prezzo del parcheggi nelle aree a pagamento, passando così da 0.60€ a 1€ nelle zone contigue il centro e da 1€ a 1.20€ in piazza del Duomo e in via Cavour. Parlando con chi vive o lavora in centro ho scoperto che ovviamente è aumentato anche l’importo dell’abbonamento mensile e che qualcuno per protesta ha deciso di non rinnovare l’abbonamento e di cercare parcheggi gratuiti alternativi. In effetti in questo periodo di crisi aumentare i costi per i lavoratori o per chi ha un’attività in un centro storico sempre più desolato come quello di Voghera non sembra una trovata lungimirante anche perchè non viene accompagnata da progetti alternativi di nessun genere ma suona solo come un tentativo di far cassa.

Così ripensando alla protesta milanese di metà ‘800, sogno uno Sciopero dei Parcheggi, una protesta semplice, onesta e non violenta. Basterebbe scambiarsi qualche passaggio in più, usare un po’ la bici o fare qualche passeggiata per colpire duramente quello che a tutti gli effetti sembra solo un tentativo di recuperare finanze dalle tasche dei cittadini con il minimo sforzo e senza offrire nessun servizio in più.

I Miracoli di Papa Giovanni Paolo II

Questo articolo è stato scritto tempo fa e per un altro blog ma mi sembrava giusto riproporlo qui e oggi per ricordare a tutti con quanta superficialità vengono giudicate le persone, specialmente se di aspetto rassicurante e investite di un ruolo importante e che potrebbe dare speranza.

Anche se con un leggero ritardo mi sembra doveroso segnalare qualche simpatico miracolo compiuto dall’ormai Beato Giovanni Paolo II. Il papa polacco, che con la sua espressione gentile e sfruttando mediaticamente la malattia che ha segnato gli ultimi anni della sua vita, ha conquistato un numero esagerato di consensi da parte di persone che non si sono minimamente sentite in dovere di informarsi sul suo operato apostolico.

Uno dei suoi miracoli è stato santificare e beatificare nazisti e personaggi politicamente e moralmente discutibili. Fra i tanti è doveroso citare: l’ultrareazionario imperatore asburgico Carlo I, l’ultimo “Papa-re” Pio IX(favorevole alla schiavitù), il fiancheggiatore del governo ustascia Cardinal Stepinac o il  filo-fascista fondatore dell’Opus Dei Josémaria Escrivá, che descrisse Hitler come “salvatore della Chiesa spagnola.”  Va ricordato poi che l’Opus Dei è una setta con un codice di condotta molto rigido che va dal voto di silenzio fino al castigo corporale con flagello e cilicio. L’ordine propone un culto della maschilità e dell’autorità, defininendo le donne come “inferiori” e richiedendo la subordinazione e la stretta obbedienza.

Le sue miracolose simpatie e amicizie nei confronti di personaggi storici alquanto discutibili come il dittatore cileno Pinochet,  l’ostilità nei confronti della Teologia della Liberazione, e il silenzioso appoggio alla Guerra Sporca di Videla in Argentina e ai Voli della morte. Infatti in un’intervista Adolfo Scilingo afferma:

« I voli furono comunicati ufficialmente da Mendía (viceammiraglio della Armada, la marina militare) pochi giorni dopo il golpe militare del marzo 1976. Ci è stato spiegato che le procedure per lo smistamento dei sovversivi nell’ Armada si sarebbero svolte senza uniformi, indossando solo scarpe da ginnastica, jeans e magliette. Ci ha spiegato che nell’ Armada i sovversivi non sarebbero stati fucilati, giacché non si volevano avere gli stessi problemi avuti da Franco in Spagna e Pinochet in Cile. E neanche bisognava “andare contro al Papa”, ma è stata consultata la gerarchia ecclesiastica ed è stato adottato un metodo che la Chiesa considerava cristiano, ossia gente che si alza in volo e non arriva a destinazione. Davanti ai dubbi di alcuni marinai, si è chiarito che “i sovversivi sarebbero stati buttati nel bel mezzo del volo”. Di ritorno dai voli, i cappellani cercavano di consolarci ricordando un precetto biblico che parla di “separare l’erba cattiva dal grano”. »

La miracolosa gestione dell’affare IOR/Marcinkus e del crack dell’Ambrosiano, in cui il santo padre, che ricordiamolo è l’unico detentore del potere temporale nello Stato Vaticano, non concesse l’estradizione per Marcinkus, secondo quanto riportato nel libro “Wojtyla segreto”, il motivo risiedeva nel fatto che il vescovo americano teneva in scacco il papa in quanto da egli dipendevano i finanziamenti a Solidarność.

La miracolosa collaborazione con l’amministrazione Bush per mantenere il silenzio sulla guerra in Kosovo, e successivamenten in Iraq per la destituzione di Saddam.

Ovviamente non va dimenticato il miracoloso ruolo della donna nella chiesa, il suo rapporto ecumenico con le altre religioni che pubblicamente sembra incoraggiante mentre nei fatti si rivela solo una volontà di imporsi su ortodossi e protestanti. Poi Wojtyla rincara la dose definendo le religioni non cristiane come “forme deficitarie di fede”, quando pubblicamente cerca di riunirle come nel meeting di Assisi del 2002.

Il miracolo della restaurazione dopo il Concilio Vaticano II, concilio a cui ha partecipato in veste di vescovo e poi arcivescovo di Cracovia, rinnegato una volta diventato pontefice con la sua politica in netto contrasto con i principi promossi dal Vaticano II come: «aggiornamento, dialogo, collegialità e apertura ecumenica» e sostituiti durante il suo pontificato da concetti come: «restaurazione, magistero, obbedienza, ri-romanizzazione ».

Fonti:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/03_Marzo/26/index_kung.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Critiche_a_Giovanni_Paolo_II

http://www.wsws.org/it/2005/apr2005/papa-a16.shtml

http://blog.panorama.it/ultimora/2011/04/21/wojtyla-bush-lo-voleva-arruolare/

http://liberastoria.wordpress.com/2011/04/24/wojtyla-lespresso-per-wikileaks-bush-lo-voleva-arruolare/

Il caso dei Marò,ovvero gestire i guai diplomatici all’italiana.

Quando il 3 Febbraio del 1998 un aereo militare americano tranciò i cavi del tronco inferiore della funivia del Cermis uccidendo 20 persone gli italiani chiesero di processare pilota e navigatore. Per l’opinione pubblica sembrava giusto poterli giudicare qui ma il diritto internazionale, per la precisione un accordo fra paesi NATO, permise ai militari americani di essere giudicati negli Stati Uniti. Tutta l’Italia si interessò al caso, anche perchè in tele non si parlò d’altro, e seguì con interesse il processo inutile che ci fù negli U.S.A.

Pilota e navigatore una volta processati in patria furono prosciolti da ogni accusa di omicidio, i 40 milioni di $ stanziati dal governo U.S.A. per risarcire le vittime e i danni alle strutture furono successivamente bloccati e alla fine dovette pagare tutto lo stato italiano, che fu risarcito 5 anni dopo dagli Stati Uniti ma per il 75% della cifra. Giusto per non esagerare, e accontentare un minimo gli italiani, i due piloti furono processati per intralcio alla giustizia, avendo cancellato una registrazione video, e così furono rimossi dal servizio, uno dei due si fece anche 4 mesi e mezzo di carcere.

Ora noi siamo dalla parte opposta e ci stiamo comportando peggio di come si sono comporati con noi gli Americani.

La stampa italiana, adeguandosi alla propaganda politica, ha informato poco e alimentato molto le polemiche cercando di mettere in dubbio qualsiasi cosa, invece per fortuna ci sono dei punti certi in questa questione. Ovviamente si sono aiutati con i titoli sensazionali, per esempio:“I veri pirati? Sono stati gli Indiani” de Il Giornale e ha aiutato anche il fatto che l’opinione pubblica crede che l’India sia una nazione del terzo mondo che deve portare rispetto verso una nazione progredita come l’Italia.

In un anno di indagini e processi, perchè l’incidente è avvenuto il 12 Febbraio del 2012, si è appurato che l’Enrica Lexie si trovava in acque internazionali e che a sparare furono Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Il problema quindi sorge sulla giurisdizione perchè l’India la reclama in quanto il peschereccio su cui è fisicamente avvenuto l’omicidio è battente bandiera indiana mentre l’Italia si appella all’immunità funzionale, secondo cui “un militare che agisce nell’esercizio delle proprie funzioni, e aldilà del territorio del Stato di appartenenza, non ne risponde in prima persona, ma la sua azione od omissione sarà imputata allo Stato di provenienza”. Solo che per l’India l’immunità funzionale non si ravvisa in quanto i militari imbarcati sull’Enrica Lexie sono di scorta ad una nave privata e quindi non agiscono per conto dello Stato italiano.

L’Italia ha “brillantemente” risolto la questione di diritto internazionale non restituendo i marò all’India dopo l’ultima licenza di 1 mese, accordata per permettere ai due soldati italiani per votare. Ovviamente questa cosa mi ha fatto storcere il naso perchè a livello diplomatico non è propriamente una mossa raffinatissima.

In ogni caso i due marò non sono degli eroi, come la destra ha cercato di dipingerli, e nemmeno dei martiri perchè in India sono stati trattati con tutti gli onori, fra guest house, hotel, pizze e cappuccini, e vanno giudicati se non in India almeno in Italia.

Su Repubblica leggo una dichiarazione di questi giorni rilasciata dai due marò :”Ovviamente, siamo felici. Soprattutto perché possiamo così tornare al reparto. Siamo Fucilieri di Marina. Vogliamo tornare a fare il nostro mestiere” e l’ultima parte mi preoccupa un po’,e subito mi chiedo “non è che faremo come gli USA con noi per la strage del Cermis?”

Perchè se dovesse finire a tarallucci e vino allora sì che sarebbe veramente una pessima figura a livello internazionale.