Top Manager e stipendi.Ci vuole un taglio?

ceo

Scaroni (ENI) – Zuckerberg (Facebook) – Montezemolo (Ferrari)

Ieri in Svizzera è stato approvato, con una larga maggioranza, un referendum che mette un freno agli stipendi dei Top Manager delle aziende elvetiche (http://huff.to/YIf0Oz), e che vieterà anche quello che viene chiamato in gergo “Paracadute D’Oro”, ovvero la buonauscita milionaria che spetterebbe al management una volta sollevato dall’incarico.
Per fare un esempio italiano: Alessandro Profumo nel 2010 ha incassato 38milioni di € da Unicredit come liquidazione.

Dato che fare paragoni è insito nella natura umana, automaticamente mi sono chiesto cosa succede qui da noi e quale sia la situazione degli stipendi dei più importanti manager nostrani e se forse non sia il caso di procedere con una legge simile anche in Italia.

Bisogna per prima cosa dire che spesso la retribuzione di un manager è divisa in 2 parti: la prima è composta dalla cifra in “contanti” che il manager riceve come stipendio effettivo mentre la seconda è costituita da bonus e stock option.

La seconda parte è complicata da analizzare ma diciamo che tendenzialmente è legata all’effettivo andamento dell’azienda e ad effettivi risultati conseguiti, anche perchè le stock option rappresentano azioni dell’azienda e quindi risentono dell’andamento del mercato e inoltre costituiscono per l’azienda una possibilità di aumentare la retribuzione a costo zero, mentre i bonus dovrebbero essere degli incentivi e dei premi ma a volte si scopre che le aziende gli erogano anche in periodi di crisi e di contrazione del fatturato aziendale.
Per fare un esempio a caso (è il primo risultato che ho trovato tramite Google): nel 2011 Donatella Treu, che guida il gruppo editoriale di Confindustria (l’editore del Sole 24 Ore), a fronte di un bilancio in passivo di 8,4 milioni di € ottiene un aumento di stipendio del 20% mentre i dipendenti dell’azienda subiscono tagli e prepensionamenti. (http://bit.ly/YkTQJo)

Per farci un’idea di massima delle cifre in gioco ecco un elenco di stipendi di presidenti di aziende italiane risalenti al 2010 confrontati con l’utile dello stesso anno:

Luca Cordero di Montezemolo, Presidente Ferrari (utile 2010 1919 milioni di €): 7,5 milioni di €
Sergio Marchionne, Presidente Fiat (utile 2010 2200 milioni di € ): 4.8 milioni di €
Paolo Scaroni, Presidente ENI (utile 2010 6870 milioni di €): 4,272 milioni di €
Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset (utile 2010 352,2 milioni di €): 3,52 milioni di €

Per capire cosa succede anche all’estero ecco un elenco di stipendi di CEO di aziende americane risalenti al 2011 confrontati con l’utile dello stesso anno:

Mark Zuckerberg, CEO Facebook (utile 2011 1600 milioni di $): 0,5 milioni di $
Daniel Akerson
, CEO GM (utile 2011 7600 milioni di $): 1,7 milioni di $
Alan Mullaly, CEO Ford (utile 2011 22000 milioni di $): 2 milioni di $

Tutte queste cifre non includono bonus e stock option ma si limitano al puro e semplice stipendio, bisogna infatti calcolare che grazie ai bonus lo stipendio di Zuckerberg del 2011 è stato di 1,2 milioni di $ e che Daniel Akerson, il CEO di GM, ha ricevuto 5,9 milioni di $ in azioni come bonus per aver fatto crescere gli utili aziendali del 65%, bonus che si sono dovuti limitare alle stock option perchè essendo la GM finanziata con soldi pubblici non può erogare bonus ai propri dirigenti in quanto vietato dalla legge negli Stati Uniti. Infatti il collega Alan Mullaly, CEO di Ford, nel 2011 ha portato a casa oltre i 2 milioni di $ di stipendio anche 5,46 milioni di $ di bonus e ben 22 milioni di $ in azioni non dovendo sottostare a nessun limite imposto dalla legge.

In Italia Paolo Scaroni, il presidente di una società pubblica come ENI, nel 2011 ha percepito oltre allo stipendio 3,44 milioni di € di bonus, di cui 175000€ in azioni. ENEL nel 2011 pagava all’amministratore delegato Fulvio Conti una retribuzione di 4,37 milioni di euro, grazie a un bonus di 2,93 milioni di euro, a cui si devono sommare compensi in azioni valutate circa 270 mila euro. (http://bit.ly/Z8jHCc)

Che ci sia da mettere un freno anche in Italia? Non tanto agli stipendi, che se presi singolarmente rappresentano cifre importanti ma non pazzesche, quanto al sistema dei bonus,specialmente se erogati in un periodo di crisi e indipendentemente dalle prestazioni aziendali. Perchè credo che sia un insulto per tutti veder erogati dei bonus a manager che dirigono aziende in perdita e con dipendenti in cassa integrazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...