Padre obbliga la figlia alla verginità.

Una ragazza di 16 anni è obbligata a sottoporsi a frequenti visite ginecologiche  per stabilire la sua verginità (fonte Repubblica), una vera ossessione per il padre che voleva vederla arrivare pura al matrimonio. Un quadro di arretratezza mentale e sociale tale per cui i nostri pregiudizi ci farebbero pensare ad una ragazza con il capo coperto da un Hijab inserita in una famiglia Islamica osservante magari di immigrati non perfettamente integrati, invece stiamo parlando di una italianissima famiglia Cattolica e di una ragazza,Violenza sessuale inventata: vergogna “per la prima volta”, sedicenne sarà denunciata
diplomata come addetta sala bar all’istituto arti e mestieri, che muore dalla paura per aver fatto l’amore con il suo ragazzo, che alla famiglia ovviamente non piace.

Tutto questo come nei migliori racconti fa da sfondo ad una tragedia che però coinvolge anche degli innocenti, perchè lei ovviamente trovandosi nel panico deve raccontare una storia per proteggersi da eventuali punizioni paterne. Che storia si potrebbe raccontare plausibile per perdere la verginità senza dover raccontare la verità? Ovviamente uno stupro, in un mondo così pieno di violenza ci potrebbe stare, poi è la prima paura  per una donna quando passa in una zona un po’ malfamata e magari poco trafficata, quindi è credibile. Poi in barba alle statistiche che dicono che 6 stupratori su 10 sono di nazionalità  italiana, con i rumeni che stanno al 7% circa (fonte Panorama), ma seguendo perfettamente i pregiudizi dell’italiano medio ovviamente chi l’ha stuprata deve essere un Rom. Vuoi mettere raccontare a mamma e papà che sei stata stuprata da un torinese doc? Non ci crederebbero mai, invece due Rom puzzolenti ci stanno a meraviglia.

Così arriviamo alle vittime, non tanto vittime della fantasia di una ragazzina, a sua volta vittima della mentalità arretrata al limite del medioevale dei suoi genitori, ma alle vittime di tutta questa serie di pregiudizi: i Rom. In un attimo questo domino di pregiudizi fa cadere le proprie tessere con velocità crescente e arriva fino ad un campo nomadi. Dal racconto della ragazza ad un volantino che recitava: “Adesso basta, ripuliamo la Continassa”; fino a passare ai fatti e mentre il campo nomadi sta bruciando fra le fiamme, in un classico rogo che fa molto caccia alle streghe, arriva la notizia che la ragazza si è inventata tutto.

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