Due pesi e due misure

Che la Chiesa Cattolica abbia un rapporto privilegiato con i governi italiani non è una novità, non è mia intenzione dire nulla di nuovo su questo tema perchè non è ancora successo nulla a cui non siamo abituati ormai da anni, però si è evidenziato un favoritismo esagerato nei confronti della Chiesa di Roma in questo periodo di tagli.

Come sempre due pesi e due misure, perchè se si reintroduce l’ICI per le prime case e si rivedono i moltiplicatori per le rivalutazioni per le abitazioni (da 100 a 160), i negozi (da 34 a 55) e gli uffici (da 50 a 80) non solo non si fa pagare l’ICI alla Chiesa per luoghi di culto a volte discutibili, ma il coefficente legato agli immobili di tipo B, ovvero conventi, collegi, scuole,seminari e convitti che rappresentano la parte di immobili commerciali per cui la Chiesa dovrebbe pagare le tasse, non viene cambiato e rimane invariato a 140. (fonte Il Fatto Quotidiano)

In seguito a questa disparità di trattamento sono nati su Facebook vari gruppi anticlericali e Micromega ha lanciato una campagna di raccolta firme che potete trovare qua: http://bit.ly/ici-chiesa, che ha già raggiunto quota centomila.

 Il  deputato PD Andrea Sarubbi ha dichiariato parlando dell’attuale clima di anticlericalismo: “Sarebbe bastato a questi signori mettere piede in una parrocchia  per evitare di coprirsi di ridicolo. Se le parrocchie facessero pagare gli Enti locali per i servizi sociali offerti al territorio, l’ampiezza del loro credito sarebbe evidente. Tra il clericalismo ostentato e l’anticlericalismo represso c’e’ una sana via di mezzo: quella di una laicita’ serena, che alcuni miei colleghi evidentemente non hanno mai avuto la fortuna di sperimentare” (fonte Daw)

Peccato che l’On. Sarubbi si sia dimenticato che la Chiesa percepisce anche l’8 per 1000, che ammonta a circa un miliardo di euro e che dalla Chiesa viene speso così:
8% per missioni e interventi caritativi all’estero
12% utilizzato per interventi di carità in Italia
35% va agli stipendi dei quasi 40 mila sacerdoti italiani
mentre mezzo miliardo all’anno viene speso per imperscrutabili esigenze di culto, spese di catechesi, attività finanziarie ed immobiliari;
(fonte Byoblu)

Credo che l’8 per 1000 possa finanziare tranquillamente questi servizi che la Chiesa eroga sul territorio attraverso le proprie parrocchie senza doverle regalare anche l’ICI.

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