Il Governo dei Tabù

Oggi, ovvero il giorno dopo la celebrazione della Giornata Mondiale della Lotta all’AIDS, il Corriere della Sera ci informa che il Ministero della Salute avrebbe vietato l’uso del termine profilattico all’interno delle trasmissioni RAI. (Qui l’articolo)

Ovviamente il Ministero della Salute ha smentito il tutto.

Non mi pronuncio e non mi voglio pronunciare sulla verità o meno di queste affermazioni ma vorrei soffermarmi sul fatto che sono possibili sulla base del curriculum del nostro Ministro, e che se fossero vere oltre ad essere una disgustosa intereferenza nella laicità dello stato e dell’informazione in un momento di crisi dove abbiamo altre cose a cui pensare fanno riflettere sulle reali priorità di questo esecutivo.

Il mio concittadino Renato Balduzzi, ministro della Salute, è un giurista prestato alla sanità e fra le tante attività è stato direttore di Coscienza,il bimestrale dei Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di cui è stato il presidente, e all’ultima Conferenza sulla pastorale sanitaria ha dichiarato:
 “Il diritto alla vita non è espressamente menzionato nella Costituzione italiana. Ma questo non significa che non sia presente in essa. Anzi, la circostanza che non sia espressamente menzionato da ancora più rilievo ad esso perché lo fa il presupposto di tutti i diritti.”
Balduzzi è ovviamente un buon cattolico ed è effettivamente impegnato e vicino alla chiesa e pur non costituendo una prova o un peccato giustificherebbe e darebbe una motivazione all’indicazione anti-preservativo data alla RAI.

Tutto questo se fosse vero sarebbe una dannosa intereferenza all’informazione, dannosa non solo per la libertà di informare da parte di giornalisti ed esperti, ma dannosa per chi ascolta queste notizie date a metà. Se non faccio arrivare al pubblico il concetto che l’AIDS non solo è ancora in giro, ma non se ne parla più perchè poco di moda, ma che per debellarla uno dei metodi più efficaci è il preservativo sto trasmettendo un concetto sbagliato e su un tema del genere dove si parla di malattie mortali tutto questo è seriamente pericoloso.

Devo aggiungere che in un periodo come questo, dove in Italia ci sono ben altri problemi, dedicare tempo e fatica per assecondare le convinzioni religiose di un ministro, in uno stato laico, suona mostruosamente irrispettoso nei confronti di tutta la nazione che vive con apprensione questo momento di grandi incertezze sul proprio futuro economico.

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